Passa ai contenuti principali

Vaneggiamenti da lettori #2




Ho un problema!
In realtà ne ho più di uno, ma non stiamo qui a cercare l’ago nel pagliaio, il pelo nell’uovo e tutto ciò che c’è di piccolo e facilmente occultabile. 

Dicevo...
Ho un problema, ergo, lettori di tutto il globo terracqueo (adoro questa parola!)...

Unitevi!
Uniamoci!
Uniteviamoci!?

Non leggo da giorni. E questo di per sé è già un bel problema, ma è il male minore se confrontato a quello che sto per scrivere.
Ho iniziato da qualche settimana ormai la biografia di Simone de Beauvoir (Memorie di una ragazza perbene, ndr).  Interessante, davvero. La cara vecchia Simone, in questo libro, si racconta. Parla della sua vita, dei genitori, del cattolicesimo del quale è inizialmente fervida sostenitrice, del bigottismo, degli anni di magra che ha dovuto affrontare, della sua passione per la scrittura, della… va beh, leggetelo che fate prima!

La de Beauvoir aveva però un piccolissimo problema; ma che dico problema, un piccolo vizio, un dettaglio. Simone-Lucie-Ernestine-Marie Bertrand de Beauvoir (Wikipedia, tvb!) era dannatamente prolissa: racconta, infatti, minuziosamente ogni avvenimento che caratterizzò la sua vita.

Son sincera, durante la lettura  più volte ho accarezzato l’idea avuta da Pat, protagonista del film “Il lato positivo”, quando termina Addio alle armi” di Ernest Hemingway.
In caso vogliate rivedere (o vedere per la prima volta) la scena, vi lascio di seguito la GIF del film:



Attenzione! con questo non voglio dire che il libro della scrittrice francese è un cumulo di sciocchezze. Anzi sarebbe pure appassionante se non fosse, al tempo stesso, terribilmente lento e poco scorrevole.
C'è da dire anche che Simone con questo “giochetto” riesce a tenermi in pugno, infatti, da lettrice - perdonate il francesismo - cogliona quale io sono, non riesco ad iniziarne un altro se prima non ho finito quello in lettura.

Ed io sola so, quanti ne ho in attesa di essere letti!

Ed io sola so, quante volte li ho sentiti urlare «scegli me! Prendi me! Ama me!» come dei  Meredith Grey qualunque.

Di conseguenza, sto in stand-by come i computer: né ne inizio uno nuovo, né continuo quello già iniziato.
Del resto, sono pure convinta che bisogna sempre terminarlo un romanzo poiché potrebbe celare al suo interno un finale sorprendente.
Quindi, mi sa tanto che, finito questo post, prenderò questo bel libro e mi metterò a leggerlo sul mio letto, con la mia bella matita. 

Anche se, Pennac tempo fa elencando i dieci diritti imprescindibili del lettore affermò che abbiamo “il diritto di non finire il libro” se non ci piace.

Ma, Dio, Daniel, come si fa?
Come si può abbandonare un libro?
Ma ce l’hai un cuore?

Per non parlare di tutti quei poveri alberi che diventano libri di Barbara D’Urso e compagnia bella. Cioè, dai, glielo dobbiamo

Detto questo, vado a leggere qualche pagina di “Memorie di una ragazza perbene”. O forse ne inizierò un altro. Chissà...

Argh!
Ci risiamo!
Dannata indecisione…

Commenti

  1. Ho letto solo dei pezzi di "Memorie di una ragazza perbene" e per quanto interessante sicuramente è una lettura impegnativa. Secondo me non dovresti sentirti in colpa ad abbandonare la lettura, probabilmente non è il momento giusto, se insisti rischi di rovinartela ancora di più. Concediti una bella rilettura di uno dei tuoi libri preferiti, ogni tanto ci vuole :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'opzione della rilettura l'ho già bruciata! :D

      Elimina
  2. Io questo problema non ce l'ho. XD È vero che cerco di non abbandonare mai un libro a metà, ma ne leggo anche quattro o cinque in contemporanea! Insomma, di annoiarmi non lo rischio proprio. Eppure i periodi di magra capitano anche a me. Meh.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

RECENSIONE #11 - L'età dell'innocenza, EDITH WHARTON

Titolo: L'età dell'innocenza Autore: Edith Wharton Casa editrice: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

Prima di iniziare a blaterare sull'ultimo libro da me letto, ci tengo a precisare che non sono una critica letteraria. Amo leggere e mi limito a commentare i libri che ho letto in maniera talvolta ironica, tutto qua.

Ma torniamo alla recensione…

DOPPIA RECENSIONE: Slammed (Colleen Hoover) + La regina degli scacchi (Walter Tevis)

L’abbondanza non ha mai fatto carestia, recita un famoso proverbio siculo. Di conseguenza, oggi, doppia recensione! Non vedevate l’ora, eh? Eh lo so, nemmeno io… Chissà dove ho lasciato gli occhiali!
Buffonata a parte, oggi vi voglio veramente parlare di due libri: uno è “La regina degli scacchi” di Walter Tevis, edito da minimum fax e l’altro invece è “Slammed” (in italiano, “Tutto ciò che sappiamo dell’amore”) di Colleen Hoover, edito da Simon and Schuster (Fabbri, per quanto riguarda l’edizione italiana).

RECENSIONE #9 - Gente di Dublino, James Joyce

TITOLO: Gente di Dublino AUTORE: James Joyce 
CASA EDITRICE: Mondadori PREZZO: 7,65€ 
RECENSIONE
Gente di Dublino è una raccolta di racconti, quindici per l’esattezza, scritti da James Joyce dal 1914 al 1917.
Tre anni per scrivere dei racconti e due settimane circa, per me, per inveire amabilmente nei confronti del caro vecchio James.