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RECENSIONE #11 - L'età dell'innocenza, EDITH WHARTON


Autore: Edith Wharton


Prima di iniziare a blaterare sull'ultimo libro da me letto, ci tengo a precisare che non sono una critica letteraria. Amo leggere e mi limito a commentare i libri che ho letto in maniera talvolta ironica, tutto qua.

Ma torniamo alla recensione…

Il libro parla principalmente della storia tra Archer avvocato newyorchese e May. L’intera storia si svolge essenzialmente in una New York di fine ‘800 ed è caratterizzata dai due ragazzi, da famiglie più o meno abbienti e da tacite regole da quest’ultimi prefissate.
Sarà l’arrivo della non-ancora-ex contessa Olenska, nonché cugina della gggiovane May, che porterà un omertoso, seppur involontario, scompiglio dapprima nella società di cui faceva/fa parte e poi nel fidanzamento tra la ragazza ed Archer.
Ma il giovane americano, prossimo alle nozze, fortunatamente avrà un’illuminazione e si renderà conto di chi sta per sposare e, al tempo stesso, cambierà opinione sulla futura cugina Ellen (la non-ancora-ex contessa Olenska) innamorandosene.
May, infatti, si rivelerà ingenua e senza carattere, pronta a seguire alla lettera i dettami della famiglia a cui appartiene; tutto il contrario di Ellen, che dimostrerà di avere forza d’animo e andrà contro tutto e tutti pur di non ritornare in Europa dal marito traditore.
Archer capirà, inoltre, di essere stato escluso dalle riunioni familiari, poiché a favore delle scelte fatte dalla non-ancora-ex contessa Olenska, e ciò lo porterà a prendere una decisione, almeno fino a quando, la subdola May non lo informerà di aspettare un demonio bambino.

Devo confessare che, nonostante io abbia dei preferiti (contessa Olenska, sei la mejo!), la lettura non mi ha coinvolta più di tanto.

Leggendo, si palesa la passione per i viaggi e l’arte in tutte le sue forme da parte della scrittrice: molti sono stati, infatti, testi, città e personaggi famosi citati.
Per tanti questo potrebbe servire da stimolo per nuove letture e nuove conoscenze, ma non per me. A me non piace orientare la mia immaginazione verso altri testi, soprattutto se sto leggendo: la mia concentrazione deve essere interamente dedicata alla trama in sé e non a quello che hanno fatto o scritto gli altri, specie se non è rilevante ai fini della storia.
Ma ripeto, c’è a chi piace: buon pro ti faccia!

Un’altra cosa che non mi è piaciuta è il finale: dopo tutto lo sbattimento e il turbamento interiore, Archer.

No, non ho cancellato accidentalmente parte della frase, non sono ancora arrivata a questi livelli di demenza precoce. Mi piace tenervi in pugno e suscitare in voi anche un minimo di curiosità! 

Sadismo a parte, mi sono sempre chiesta se, a quei tempi, esistessero i correttori di bozze: chissà se qualcuno ha mai sparso segnacci rossi sul testo in questione. Io l’avrei fatto! Le prime cento pagine erano di una pallosità indicibile. 

Rileggendo la recensione mi sono accorta di avere evidenziato soltanto gli aspetti, per me, negativi. Ma c’è anche qualche nota positiva, eh!

Qualche… Una!

M’è piaciuta tantissimo, infatti, la determinazione della non-ancora-ex contessa Olenska, la sua dignità e compostezza, il suo non piegarsi al volere degli altri ed il suo mettersi da parte per non intaccare l’altrui felicità.

Se mi chiedessero di assegnare un secondo titolo a questo libro, suggerirei quasi sicuramente:

COMPLOTTO! 

Cazzo, s’era pieno di complotti quel libro! Di tutti i tipi e per tutti. La cara vecchia Edith non risparmiò proprio nessuno!


P.S.: per chi avesse letto il post precedente, il libro è arrivato sano e salvo. Sì, salvo...  salvo gli insulti che ho elencato alle care vecchie Poste Italiane vista la consegna avvenuta "solo" dopo 11 giorni. 'Tacci loro!

Commenti

  1. Ciao Cristina, è la prima volta che passo di qui però per me è un piacere scoprire blogger che amano leggere :-)

    "L'età dell'innocenza" è un libro che mi sono sforzata di tenere in considerazione perchè pare si tratti di un must have per molti ma a me ha sempre...puzzato. Leggendo te mi rendo conto di non essere l'unica a pensarla così! Anche se, sarebbe meglio leggessi comunque il libro per poterlo giudicare senza sensi di colpa...

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