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DOPPIA RECENSIONE: Slammed (Colleen Hoover) + La regina degli scacchi (Walter Tevis)







L’abbondanza non ha mai fatto carestia, recita un famoso proverbio siculo.
Di conseguenza, oggi, doppia recensione!
Non vedevate l’ora, eh? Eh lo so, nemmeno io… Chissà dove ho lasciato gli occhiali!

Buffonata a parte, oggi vi voglio veramente parlare di due libri: uno è “La regina degli scacchi” di Walter Tevis, edito da minimum fax e l’altro invece è “Slammed” (in italiano, “Tutto ciò che sappiamo dell’amore”) di Colleen Hoover, edito da Simon and Schuster (Fabbri, per quanto riguarda l’edizione italiana).
Apparentemente può sembrare che i due libri siano molto diversi tra loro: in “La regina degli scacchi” la protagonista principale è Beth, una ragazzina di 8 anni che vive, suo malgrado, in un orfanotrofio; in “Slammed”, invece, il personaggio cardine della storia è Layken, una giovane donna di 18 anni che vive con la mamma e il fratellino, dapprima in Texas e poi nel Michigan. Il primo è stato scritto da un uomo, l’altro da una donna. E mentre la penna (o la tastiera?) di Colleen Hoover traccia i segni di un’adolescente in piena crisi ormonale, di contro, la piccola orfanella di Tevis non sa nemmeno cosa significhi - anche se, talvolta, pensa di saperlo.

Eppure, qualcosina in comune i due romanzi l’hanno: tanto per cominciare, Beth affida la propria vita alla passione per gli scacchi e Layken… Al vicino gnocco!

A parte gli scherzi, entrambi sono ambientati in America, seppur in annate diverse; ambedue le ragazze perdono un genitore, coltivano amicizie simpaticamente discutibili e devono occuparsi di delicate e poco piacevoli vicende familiari.

Ma la cosa che più accomuna queste due storie è la stessa che mi ha spinta a dare le cinque stelline su Goodreads, ovvero la voglia di andare avanti e non arrendersi, nonostante diverse circostanze tentino ripetutamente di buttarle col culo per terra!

Questi due romanzi non sono altro che un inno alla vita, un incoraggiamento, un promemoria per chi ogni giorno sente sempre più il peso della sconfitta o della solitudine.

Due agrodolci storie, due "friccicarelli" bitter rossi con tanto di arachidi salate e patatine.

Concludo, lasciandovi una frase tratta dal libro della Hoover, che io consiglio fortemente di leggere in lingua originale, senza nulla togliere al lavoro dei traduttori:

"Mettete in dubbio ogni cosa. L’amore, la religione, le vostre passioni. Se non vi fate domande, non avrete mai le risposte.
Accogliete ogni cosa. Le differenze tra le persone, le somiglianze, le scelte degli altri, le loro personalità. Ci vuole una gran varietà per fare una collezione davvero preziosa. E questo vale anche per le persone.
Scegliete le vostre battaglie, ma non sceglietene troppe.
Cercate di mantenere sempre la mente aperta: è l’unico modo per invitare le cose nuove a farsi avanti.

E alla fine, ultimo ma non meno importante, anzi per niente meno importante: non abbiate rimpianti."

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